Letra y Traducción en español de Canciones Italianas · Italian songs lyrics with spanish translation · Testi di canzoni italiane con traduzione in spagnolo

De vez en cuando me preguntan por canciones, discos... si queréis intercambiar o compartir, visitad la página de facebook. GRACIAS

Cantantes


Nombres completos: LINK

Años

Canciones en dialecto


NapoletanoRomanescoSiciliano

About Kara

Adoro escuchar y traducir canciones italianas, y gracias a que soy bilingüe puedo hacerlo personalmente, sin traductores automáticos y manteniéndome fiel al significado original del texto italiano. He creado este blog para poder compartir esta música tan maravillosa con todos vosotros... ¡Sed bienvenidos!
* "Kara Hidden" no es mi nombre real, sólo es un seudónimo.

Amo ascoltare e tradurre delle canzoni italiane, e dato che sono bilingue, posso farlo personalmente, senza traduttori automatici e rimanendo fedele al significato originale del testo italiano. Ho creato questo blog per poter condividere questa musica così meravigliosa con tutti voi... Siate benvenuti!
* "Kara Hidden" non è il mio vero nome, ma soltanto uno pseudonimo.

I love listening and translating italian songs, and because of I'm bilingual, it's something I can do personally, without automatic translators and keeping the original meaning of the italian text. I have created this blog to share this so wonderful music with all you... Be welcome!
* "Kara Hidden" is not my real name, but only a pseudonym.

Archivo del blog

Visitantes desde el 24 Enero 2009

¡¡¡Gracias por vuestra visita!!!

Share
karahidden.blogspot.com

Letra en italiano al lado de traducción:
http://musica-italiana.blogspot.com

MUSICA ITALIANA - Aprende italiano / español con 846

Signora mia: Storia della canzone

Compartir en Facebook

0

Leggi il testo: Link

Signora mia

1973,S.Giacobbe-D.Pace, Ed.Melodi


Dopo alcuni anni di gavetta nei locali della Liguria come cantante e bassista, nel 1972 Sandro Giacobbe aveva ottenuto un contratto discografico e scritto per Johnny Dorelli "L'amore è una gran cosa", sigla del popolarissimo programma radiofonico "Gran Varietà".
Nel 1973, come racconta lui stesso, "venne il momento di fare un primo lavoro importante. Visto che avevo già pronti dei pezzi per i quali avevo scritto la musica, il direttore artistico della casa discografica Alfredo Cerruti mi affiancò Daniele Pace, che all'epoca veniva da una serie di successi - da 'Nessuno mi può giudicare' a 'La pioggia'… Tra le varie idee su cui ci mettemmo a lavorare c'era quella di una mia passata passione per la signora sposata del titolo".

Anni prima infatti il giovane Giacobbe era solito incontrare, sull'autobus che prendeva per andare in centro, una donna di 38-40 anni elegante, molto bella e sposata. Trovato il coraggio di rivolgerle la parola, aveva avviato con lei un'amicizia trasformatasi poi in qualcosa di più, per quanto di breve durata. Peraltro, a distanza di tre anni da tale idillio, il cantante era ancora invaghito della donna, tanto da proporre al paroliere Pace tale spunto per la sua prima canzone. "Lui ne fu entusiasta, forse perché il pezzo univa un argomento insolito a un nuovo modo di scrivere canzoni… Fino a quel momento i cantautori avevano seguito un certo modo di scrivere più melodico, tradizionale; penso che la linea che stavo seguendo io fosse un po' particolare, più pop, con qualche affinità con Baglioni e Cocciante che cominciavano proprio in quel periodo.
"Alfredo Cerruti, che aveva deciso di puntare su energie fresche, decise che anche l'arrangiatore del brano sarebbe stato un ragazzo alla prima prova importante: Danilo Vaona, che poco tempo dopo divenne l'arrangiatore di Raffaella Carrà. Alla chitarra si mise Giampiero Felisatti, che l'anno dopo scrisse 'Bellissima' per la Bertè; al basso c'era Luigi Cappellotto e alla batteria, Gianni D'Aquila, che oggi dirige una big band... Insomma, quel lavoro fu una sorta di battesimo, non solo per me. Incidemmo il pezzo nell'inverno tra il 73 e il 74; il disco fu pubblicato nel marzo '74, ed accompagnato da una sola apparizione televisiva, nell'unico programma specializzato di quel tempo, 'Adesso musica'. Fu un grandissimo successo, come capimmo dalle prenotazioni del giorno dopo: 15-20.000 ordini giornalieri per tre mesi. La canzone fu inclusa tra le partecipanti al Festivalbar ed io fui proclamato 'Rivelazione dell'anno'".

Quell'anno il Festivalbar fu vinto da Claudio Baglioni, con "E tu…". Giacobbe però vinse il Disco Estate grazie a Gianni Nazzaro, che aveva interpretato la sua "Questo sì che è amore". Dopo il successo del 45 giri, venne il momento di pensare al long-playing. "Con Cerruti e Pace decidemmo di portare avanti le altre canzoni del mio primo album in modo che diventasse una sorta di film, raccontando una storia che partiva proprio da 'Signora mia', che fu il titolo e il brano di apertura del 33 giri. La conclusione si intitolava 'Signora addio': insomma, ne venne fuori un concept-album come usava a quei tempi, sia da parte dei gruppi inglesi tipo Genesis, sia da parte degli italiani come appunto Baglioni o PFM.
"Negli anni successivi, io e Pace continuammo ad esplorare il filone di queste storie d'amore tormentate: se vogliamo, 'Gli occhi di tua madre' discende da 'Signora mia'. Che anche per questo è la mia più grande soddisfazione in campo musicale: anche se 'Gli occhi di tua madre' ha avuto un successo enorme, la risposta del pubblico davanti a 'Signora mia', il vedere per la prima volta come qualcosa che avevo fatto poteva piacere ed entrare a far parte della vita di altri, è stato indimenticabile".


Autori e interpreti

Sandro Giacobbe è nato a Moneglia nel 1951, figlio di un operaio e di una casalinga. Dopo aver suonato e cantato in diversi gruppi dell'area ligure, nel 1972 ottiene un contratto discografico, e si impone praticamente al primo tentativo con "Signora mia" (1974). A questa fanno seguito "Il giardino proibito" (1975), "Gli occhi di tua madre" (terza a Sanremo nel 1976), "Il mio cielo la mia stanza" (vincitrice della Gondola d'Oro nel 1977), "Sarà la nostalgia" (1982, uno dei suoi maggiori successi anche all'estero), "Io vorrei" (1990). E' presidente del Moneglia e allenatore della Nazionale Cantanti - con tanto di patentino.

Daniele Pace è stato uno degli autori di maggiore successo della canzone italiana. E' scomparso nel 1985, dopo aver firmato una quantità notevole di successi della canzone italiana, a partire da "Nessuno mi può giudicare" (1966) fino a "E la luna bussò" (1979). Oltre ad aver costituito un terzetto semileggendario di autori con Mario Panzeri e Lorenzo Pilat, ha ottenuto un discreto successo come solista con la canzone "Che t'aggia fa" (1979), e un impressionante successo di vendite con il gruppo goliardico degli Squallor, formato insieme al discografico Alberto Cerruti, al paroliere Giancarlo Bigazzi e al musicista Totò Savio.


Fonte: Link

0 COMENTARIOS:

Publicar un comentario en la entrada

Bienvenid@! / Benvenut@!
Escribe un comentario / Lascia un commento

¡Gracias por tu visita!

 
846 y
seguimos
gracias
a tod@s
Traductor@s
"Kara Hidden"
Pedro González
Manuela Putzu
Gelos Gelos
Beatriz Demarchi
Maria Giovanna
Federica Biosa
Davide Zanin