Letra y Traducción en español de Canciones Italianas · Italian songs lyrics with spanish translation · Testi di canzoni italiane con traduzione in spagnolo

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Adoro escuchar y traducir canciones italianas, y gracias a que soy bilingüe puedo hacerlo personalmente, sin traductores automáticos y manteniéndome fiel al significado original del texto italiano. He creado este blog para poder compartir esta música tan maravillosa con todos vosotros... ¡Sed bienvenidos!
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Amo ascoltare e tradurre delle canzoni italiane, e dato che sono bilingue, posso farlo personalmente, senza traduttori automatici e rimanendo fedele al significato originale del testo italiano. Ho creato questo blog per poter condividere questa musica così meravigliosa con tutti voi... Siate benvenuti!
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I love listening and translating italian songs, and because of I'm bilingual, it's something I can do personally, without automatic translators and keeping the original meaning of the italian text. I have created this blog to share this so wonderful music with all you... Be welcome!
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Luce (Tramonti a Nord Est): Storia della canzone

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Luce (Tramonti a Nord Est)

2001, A.Fornaciari-E.Toffoli, Ed. Sugar/Zucchero & Fornaciari Music


Il 26 marzo 2001 alle 23 Elisa canta per la prima volta una canzone in italiano davanti a una platea.E' una doppia prima volta, visto che l'occasione è quella del suo debutto al Festival di Sanremo. Si tratta di due cose che la 22enne cantante di Monfalcone sembrava intenzionata a non fare mai - ragion per cui, è quasi con un certo pudore che il 3 marzo festeggia la sua vittoria nel Festival. A garantirle il successo nella cinquantunesima edizione, un brano cui ha collaborato Zucchero Fornaciari, il quale - tra l'altro - firma anche il brano giunto secondo, "Di sole e d'azzurro", interpretato da Giorgia.
"Luce" ottiene anche il Premio Mia Martini della critica, e il riconoscimento come migliore interprete della Giuria di qualità. Fin dalla prima serata del resto il parere dei critici era stato più che favorevole. Così scriveva Ernesto Assante de "La Repubblica" il giorno dopo la prima esecuzione: "Fin dalle prime note il brano si dimostra per quello che è, una spanna sopra gli altri, per armonia, costruzione, arrangiamento. Ed è per Elisa un vero e proprio esordio, la sua prima canzone in italiano, la sua prima volta davanti al pubblico delle grandi famiglie italiane e non quello del rock. Un successo meritato, per una giovanissima artista che avrà molto da dire nei prossimi anni".


Nascita della canzone

Il brano è stato scritto nel dicembre 2000, prendendo spunto da un quadro dipinto dalla stessa Elisa: un volto sul quale scorre una lacrima che contiene un'altra lacrima.
"E' una canzone che parla di una donna che chiede al suo uomo di parlare, di comunicare sinceramente, senza barriere. E' una storia mia, vera, accaduta nella mia terra, in Friuli: la storia di persone che hanno un progetto di vita insieme, ma che poi capiscono che non si realizzerà. Proprio per questo ho voluto che fosse in italiano, perché si capisse esattamente quello che dicevo. E' una cosa che mi ha toccato nel profondo, che mi ha portato a prendere strade diverse da quelle che pensavo di prendere. La canzone ruota intorno a quella terra, ai suoi odori, e volevo che si respirassero non solo nel testo e nella melodia, ma anche nelle immagini del video, che abbiamo girato lì. Non è stato come girare in studio a Milano: un luogo come quello provoca delle sensazioni diverse, ci si sente più vulnerabili ma anche più disposti a rischiare".
Al testo ha collaborato oltre a Zucchero anche la signora Toffoli, madre di Elisa. "In origine le parole erano in inglese, come sempre: il brano si intitolava 'Come speak to me'. Tramite Corrado Rustici, produttore di tutti e due, sono andata a trovare Zucchero a casa sua. In una giornata abbiamo scritto soltanto il ritornello e il titolo. Allora un giorno, dopo aver pranzato con mia madre, ci siamo messe a sistemare il resto, ed è nato un testo in cui mi sono riconosciuta. Inoltre, scrivere insieme ci ha permesso di riavvicinarci, e ha avuto degli effetti sorprendenti su tutte e due", ha affermato la cantante.
Nonostante il successo del brano, Elisa ripete che una nuova esperienza in italiano è da ritenersi improbabile: "Con l'inglese mi trovo più a mio agio: scrivo in inglese, leggo in inglese, ascolto musica cantata in inglese. Per me è più innaturale esprimermi in italiano. Il problema principale che ho avuto con 'Luce' è stato la necessità di sintetizzare, e di rispettare la metrica dell'inglese.
Prodotto dall'amico Corrado Rustici (già produttore per Aretha Franklin, Zucchero e la stessa Elisa), il brano è stato eseguito, nel corso del Festival, con l'accompagnamento del Solis String Quartet, quartetto d'archi che ha al suo attivo collaborazioni con Claudio Baglioni, Adriano Celentano, Edoardo Bennato, 883, Andreas Vollenweider e Dulce Pontes. Per la versione su disco invece Elisa si è affidata al Turtle Island String Quartet.


Elisa e il Festival

Nel 1997, poco dopo il suo esordio, Elisa affermò: "Sanremo è la morte della musica. Bisognerebbe bruciare il palcoscenico: non credo che nella musica ci debbano essere della gare, che qualcuno possa decidere che una canzone è meglio di un'altra".

Nel 2000, comincia ad accettare l'ipotesi di partecipare alla kermesse. Nel 2001, partecipa - ma nel corso di un'intervista rilasciata ad Andrea Fontana di Rockol.it afferma: "Non sempre Caterina Caselli mi informa di quello che vuole fare per promuovermi. Anche questa volta, per esempio, ha mandato il demo della canzone alla commissione selezionatrice del Festival e mi ha informata a cose fatte". Alla fine, la giovane star si fa una ragione dell'esistenza del Festival, e scopre i lati positivi della manifestazione: "Sono venuta perché é l'evento musicale italiano più seguito. E io volevo proporre non me, ma la canzone. In questo modo in cinque minuti 15 milioni di persone l'hanno ascoltata. Non mi sento in gara. Sono contenta di essere qui, e mi dà soddisfazione trovare tanta gente che ha apprezzato il mio lavoro. L'impatto con la platea dell'Ariston? Quando canto non apro quasi mai gli occhi, non ho visto bene nessuno. Certamente non sono il mio pubblico, tutti molto composti, seduti…"
Un'utile indicazione sull'utilità del Festival può essere fornita da questo dato: la settimana successiva al Festival il brano va subito al n.1 nella classifica dei singoli. L'album "Asile's world", che era uscito nel maggio 2000, viene ripubblicato con l'aggiunta di "Luce", e raggiunge il n.6 nella graduatoria FIMI - Nielsen (posizione mai raggiunta nei dieci mesi precedenti).


Il duello con Giorgia

A differenza degli anni più recenti, il Festival 2001 è vissuto sul filo dell'incertezza: "Luce" e "Di sole e d'azzurro", cantata da Giorgia, sono separate in classifica da pochissimi voti.

A casa, il pubblico si schiera per l'una o per l'altra, rievocando antiche contrapposizioni (Mina-Milva, Villa-Modugno). Su "Il Giorno", Marco Mangiarotti commenta: "Bello scambio di emozioni, come in una finale di tennis a Wimbledon. Erano le uniche ad avere la canzone, l'arrangiamento e la voce. Un cuore freddo e un cuore caldo. Elisa difendeva il vantaggio di una rincorsa lunga, da dietro, su un pezzo etno-rock alla Peter Gabriel che le consentiva di far esplodere l'anima. Giorgia partiva dal primo posto della sua ultima vittoria: poteva al massimo scendere, ma non se ne capiva il motivo perché la sua canzone è difficile e bella". Secondo Mario Luzzatto Fegiz, del "Corriere della Sera", il podio rispecchia al meglio la realtà della canzone italiana: "Il Festival si chiude con un verdetto assolutamente condivisibile. È stato un testa a testa emozionante quello fra tre prime della classe di altrettanti generi assai diversi fra loro. Elisa istintiva, sperimentale, pittorica e follemente immaginifica (protagonista ieri di una mirabile danza propiziatoria a piedi scalzi), Giorgia campionessa del bel canto in grado di volare sicura fra gli ostacoli del blues e del jazz, cantante di temperamento e personalità. E infine Silvia dei Matia Bazar, la più naïve, quella del piano bar, della tradizione romagnola della balera. (…) Con Elisa ha vinto una avanguardia intelligente e popolare, come accade ogni tanto anche a Sanremo".


Interprete

Il suo vero nome è Elisa Toffoli. E' nata il 19 dicembre 1977 a Monfalcone. Comincia prestissimo a cantare con alcuni gruppi e nei piano bar, mentre per mantenersi lavora come parrucchiera.
Firma il primo contratto discografico nel 1996 con la Sugar.
I suoi primi album sono in lingua inglese: nel 1997 esce "Pipes & flowers", registrato in California. Nello stesso anno vince il Premio Italiano della Musica come "Migliore Rivelazione Italiana dell'Anno".
Nel maggio 2000 esce un altro album, "Asile's World".
Per la prima volta a Sanremo, nel 2001 si presenta con la canzone "Luce (tramonti a Nord Est)", accompagnata dai napoletani Solis String Quartet, e riesce a strappare la vittoria a cantanti del calibro di Giorgia.

I maggiori successi:
Sleeping in your hand (1997)
A feast for me (1997)
Luce (tramonti a Nord Est) (2001)


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