Letra y Traducción en español de Canciones Italianas · Italian songs lyrics with spanish translation · Testi di canzoni italiane con traduzione in spagnolo

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Adoro escuchar y traducir canciones italianas, y gracias a que soy bilingüe puedo hacerlo personalmente, sin traductores automáticos y manteniéndome fiel al significado original del texto italiano. He creado este blog para poder compartir esta música tan maravillosa con todos vosotros... ¡Sed bienvenidos!
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Amo ascoltare e tradurre delle canzoni italiane, e dato che sono bilingue, posso farlo personalmente, senza traduttori automatici e rimanendo fedele al significato originale del testo italiano. Ho creato questo blog per poter condividere questa musica così meravigliosa con tutti voi... Siate benvenuti!
* "Kara Hidden" non è il mio vero nome, ma soltanto uno pseudonimo.

I love listening and translating italian songs, and because of I'm bilingual, it's something I can do personally, without automatic translators and keeping the original meaning of the italian text. I have created this blog to share this so wonderful music with all you... Be welcome!
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Tanto pe' cantà: Storia della canzone

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Non sapevo fare nulla: facevo il romano, e fare il romano era la mia passione. A Nizza, Parigi, all'Avana, al Messico, a New York, Buenos Aires, a Rio de Janeiro e nell'interno del Brasile, parlavo romano; cantavo li stornelli che nissuno, magari, li capiva, ma tutti li applaudivano. Un bel fenomeno. Allora mi convinsi che nascere romano era una concessione speciale di Nostro Signore Gesù Cristo" (Ettore Petrolini)


Tanto pe' cantà

1932, E.Petrolini, Natale (alias: Alberto) Simeoni, Ed. Suvini Zerboni


Petrolini, divo e ineguagliabile istrione tra le due guerre, è passato alla storia soprattutto come attore, fantasista e geniale macchiettista, mettendo in secondo piano il fatto che fu anche autore di numerose celebri canzoni, e non solo quelle legate ai suoi numeri cabarettistici ("Gastone" e "Ma cos'è questa crisi", ad esempio), ma anche alcuni capisaldi del folk capitolino, come "Nannì" e "Tanto pe' cantà". Quest'ultima, introdotta dal caratteristico, disincantato "parlato" iniziale (che si ritrova anche in 'Fortunello' e 'Gastone'), caratterizzato da un accento dialettale esagerato e caricaturale, è diventata col tempo un autentico "standard" per gli stornelli romaneschi.
Ma a far ottenere al brano un clamoroso e quasi inaspettato successo di massa fu, nel 1970, Nino Manfredi. Ospite al Festival di Sanremo, l'attore si propose inaspettatamente come cantante, interpretando il brano di Petrolini. Nei mesi successivi, lentamente ma inesorabilmente il brano (arrangiato da Maurizio De Angelis, uno degli Oliver Onions celebri per i brani dei film di Bud Spencer e Terence Hill) cominciò a salire in classifica, e ci rimase per diversi mesi.
In quel periodo Manfredi dichiarò: "Era un vecchio disco ritrovato di Petrolini, il primo artista che vidi in vita mia. Mi ci portò mio padre maresciallo e da allora mi rimase il segno. Il successo è stato un caso. Non immaginavo neppure lontanamente un simile exploit. Comunque, mi fa piacere che il pubblico sappia riconoscere ancora una bella canzone. Ha 50 anni, eppure conserva ancora una freschezza che la maggior parte delle canzoni di oggi non ha. ". Ho voluto dimostrare che quando una canzone è valida, può funzionare anche se a cantarla sono io. (…) Io non sono un cantante. Mi diverte interpretare una canzone da attore, ma non so assolutamente cantare. Certo che è sintomatico che appena arriva un cane come me davanti a un microfono la gente si entusiasmi subito... Questo vuol dire che anche nel mondo della musica leggera, come nel cinema, c'è molta improvvisazione. Parecchie case discografiche mi hanno scritto per sottopormi canzoni da incidere, qualcuno mi ha addirittura promesso la partecipazione al festival di Sanremo. In realtà nel mio disco, grazie alle meraviglie della tecnica moderna, sono riuscito a limitare al massimo le stecche…" (dal settimanale "Bolero").
Nonostante lo scetticismo iniziale, Manfredi cedette rapidamente alla tentazione di incidere altre canzoni, a cominciare, pochi mesi dopo, da 'Per grazia ricevuta', tratta dalla colonna sonora del suo primo film come regista. Seguirono versioni di 'Roma nun fa la stupida stasera', 'Me pizzeca me mozzeca' e altri brani popolari.


Gli autori

Ettore Petrolini

Fantasista, chansonnier, uomo di teatro, macchiettista ma soprattutto istrione capace di attirare a teatro migliaia di spettatori, Ettore Petrolini (nato a Roma nel 1886 e morto nel 1936), è considerato uno dei padri della comicità italiana, e in particolare di un certo umorismo sospeso tra il grottesco e il nonsense, ma non privo di una certa acida satira dei tipi umani che circolavano negli anni del fascismo. In tutto ciò non vanno dimenticate le sue canzoni, alcune delle quali famosissime: 'Nannì', 'Tanto pè cantà', 'Ma cos'è questa crisi?', 'Gastone', 'I salamini'.

Natale (alias: Alberto) Simeoni
Personaggio eclettico: giornalista, scrittore, attore, sceneggiatore, autore di testi di canzoni, commedie e riviste musicali. Ha lasciato il suo testamento artistico che, stando a ricerche fatte da uno dei suoi figli (Claudio), sono poco note al grande pubblico.

Autore del testo delle canzoni quali: “Casetta de Trastevere”, “ Tanto pe’ cantà”: “La Sagra di Giarabub”, “Camerata Richard”, “Come Folgore dal Cielo” (quest’ultimo, diventato nel dopoguerra l’Inno dei Paracadutisti”),

“Appassionatamente”, Villa triste”, “Fontane” “Buena noche señora”, “ La Rumba delle noccioline”, “Vecchia chitarra” e tantissime altre: che hanno infiammato i cuori di allora e che ancora oggi fanno parte della memoria del collettivo umano.

Autore del “Trianon” scritto insieme a Giorgio Bucchi, la cui presentazione è fatta da “ Gabriele D’Annunzio” e la Prefazione dal poeta/giornalista Mario Carli.

Partecipa alla Prima Guerra Mondiale, ancora diciannovenne, uscendone congedato con il grado di Tenente nel 1917. Nel 1920 partecipa come attore nel film “La vendetta del Padrone delle Ferriere” – Regia di: A. Panzuti. Nel 1925, lo troviamo ricordato come attore/cantante nella parte di “Peter” nell’operetta “Mazurka Bleu, di Franz Lehar.

Risulta, per quello che è stato ritrovato ad oggi, di aver scritto il suo primo testo di un brano musicale proprio nel ‘25: “Ho scritto ar Duce”: insieme ad Alvaro Ferrante De Torres e la musica di Alfredo Sabbatini (alias Del Pelo). Eseguita, negli anni, da vari artisti sia lirici, che di musica leggera. L’incontro con questi due artisti formò un sodalizio che durò fino al 1931. Nel 1928 scrisse degli skech teatrali in collaborazione con Mariano Cafiero, Anton Remo Fusilli .

In virtù dell’amicizia fatta con il poeta/giornalista Mario Bucchi, nel 1930 si iscrisse come giornalista, facendo il corrispondente da Roma de “Il Resto del Carlino” di Bologna.

La sua vita militare si svolse nel 3° Reggimento di Artiglieria Pesante da Fortezza e da Costa e nel 1935, per diritto di anzianità, fu promosso Capitano. Sempre in quest’ultimo anno, ridusse la Commedia musicale: “Il cantastorie” (scritta insieme ad Alvaro F. De Torres, musica di Angelo Burli, nel 1929), per Ettore Petrolini, adattandola ad unico atto per le esigenze artistiche dello stesso.


Gli interpreti

Renzo arbore
Lando Fiorini
Burt Goldman
Nino Manfredi
Gigi Proietti
Claudio Villa


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